|  | 

RASSEGNA “GUERRA E MEMORIA”: “LA TESTA DEL DUCE'” di BEPPE BONI

RASSEGNA "GUERRA E MEMORIA": "LA TESTA DEL DUCE'" di BEPPE BONI

Martedì 7 Ottobre 2025

07/10/2025 - ore 18:00

LIBRERIA FELTRINELLI MODENA, via Cesare Battisti 17

Ingresso libero

Martedì 7 Ottobre 2025 alle 18:00, presso LIBRERIA FELTRINELLI MODENA, il giornalista Beppe Boni, autore del libro “La testa del Duce” edito da Minerva, converserà con Claudio Gavioli: presenterà il suo libro, un’indagine storica appassionante tra calcio, fascismo, iconoclastia e memoria collettiva e interverrà in una discussione sul tema della rassegna letteraria “Guerra e Memoria” del Consorzio Creativo.

L’evento sarà presso LIBRERIA FELTRINELLI MODENAvia Cesare Battisti 17

GUERRA E MEMORIA: è una a rassegna letteraria – organizzata e promossa da Consorzio Creativo di Modena da un’idea di Claudio Gavioli.
Una rassegna che ci parli dei nostri tempi purtroppo non può prescindere da due eventi attuali reali e drammatici: da un lato la guerra che lambisce i confini dell’Europa e rende il futuro nostro e, soprattutto quello dei nostri figli quanto mai incerto. Dall’altro, con un cortocircuito paradossale, il tentativo di rimuovere la dura lezione che il nazi–fascismo ha lasciato in dote alle generazioni post–belliche, di minimizzarne le conseguenze storiche, di ignorarne l’orrore. 

Prima che le notizie di bombardamenti, morte e distruzioni diventino un noioso sottofondo alle nostre occupazioni quotidiane, è necessario risvegliare le coscienze e come è sempre avvenuto, il contributo della cultura resta uno degli metodi più idonei, uno degli antidoti più efficaci all’indifferenza. Solo prendendo atto che certe spinte espansionistiche basate su una scia di sangue possono essere respinte soltanto da un’azione che cementi l’unità dei paesi che credono nella libertà e nell’autonomia sovrana degli Stati, si può trovare una risposta efficace. Solo tenendo presente il monito della storia nel momento in cui si stanno riaffacciando sintomi di intolleranza, l’ombra del razzismo e la negazione della solidarietà tra esseri umani si può evitare di ripetere errori mortali.

LA TESTA DEL DUCE: Bologna 28 maggio 2025
Chi ha trafugato la testa della statua equestre di Benito Mussolini che dominava lo stadio Littoriale di Bologna? Dove si trova oggi il “Testone”? E perché, ancora oggi, la sua sorte continua a sollevare interrogativi, passioni, divisioni? A queste e a molte altre domande prova a rispondere Beppe Boni, già condirettore e oggi editorialista di QN il Resto del Carlino, nel romanzo-verità La testa del Duce, edito da Edizioni Minerva. Un libro appassionante, scritto come un giallo ma fondato su una rigorosa indagine storica, che scava tra le pieghe meno note del Ventennio e della città di Bologna, raccontando come e perché il fascismo volle legare il proprio culto della personalità non solo alla propaganda e alla repressione, ma anche all’architettura e allo sport. E come, nel tempo, quei simboli siano stati abbattuti, nascosti, rimossi – o forse solo spostati in silenzio, lasciando dietro di sé un enigma. Tutto comincia il 26 luglio 1943, il giorno dopo la caduta del regime. A Bologna, una folla in festa entra nello stadio Littoriale – oggi Dall’Ara – e abbatte la statua equestre del Duce, collocata sotto la Torre di Maratona. Il colosso in bronzo, simbolo di un’epoca, si spezza in più parti: il busto viene trascinato per la città, la testa si stacca e… sparisce. Inizia così il “giallo del Testone”, una vicenda che attraversa decenni, guerre, ricostruzioni, boom economico e revisioni storiche. Il romanzo di Boni segue le tracce di quella testa marmorea, e insieme ricostruisce l’epopea dello stadio Littoriale, progetto voluto da Leandro Arpinati – fascista anomalo, sportivo convinto, amico e poi nemico di Mussolini – come simbolo di un’Italia moderna e potente, unita sotto il segno del calcio e della propaganda. La testa del Duce non è solo il racconto del destino di una statua, ma anche una riflessione sulla memoria collettiva e sulla forza simbolica delle immagini. Il libro, con la prefazione di Italo Cucci, intreccia fatti documentati, aneddoti, interviste e ricostruzioni storiche con uno stile narrativo avvincente e accessibile. Si parte dagli anni Venti, con l’ascesa del fascismo e l’interesse di Mussolini per il calcio come strumento di consenso, e si arriva fino ai giorni nostri, tra tentativi di rimozione e improvvise riapparizioni del “Testone”. Nel mezzo, la vita e la fine di Arpinati, l’uomo che volle lo stadio e finì assassinato da partigiani comunisti nel 1945; la storia architettonica e simbolica del Littoriale; la costruzione della statua equestre affidata a Giuseppe Graziosi, che usò bronzo fuso da cannoni austriaci per modellare il volto del Duce; e l’attentato ad Anteo Zamboni, il quindicenne bolognese accusato di aver sparato a Mussolini nel giorno dell’inaugurazione dello stadio.

BEBBE BONI: è editorialista di QN-il Resto del Carlino-La Nazione-Il Giorno, già condirettore del Resto del Carlino e direttore di Cavallo Magazine. Collabora con il mensile Il Carabiniere rivista dell’Arma dei carabinieri. Ha pubblicato un saggio sulla strage di Bologna (La strage del 2 agosto, la bomba alla stazione, i processi, i misteri, le testimonianze) in occasione dei 40 anni dell’evento e due libri che raccontano la storia dei primi cinquant’anni del Comune di Riccione (Riccione, la bellissima del mare e Riccione, la regina dell’estate).

CLAUDIO GAVIOLI è nato a Modena dove svolge la professione di medico. Per oltre vent’anni è stato medico sociale del Modena Calcio. Da tempo si dedica alla letteratura, ha pubblicato sette romanzi e una raccolta di racconti. Ha frequentato il DAMS di Bologna con indirizzo cinema e teatro e collabora con la “Il Resto del Carlino”. Collabora inoltre con Emilia-Romagna Teatro per “aggiustare” i malanni degli attori in scena sui palcoscenici della città. Ha all’attivo sette romanzi e diverse raccolte di racconti, l’ultima delle quali, Sul filo dell’equilibrista, è stata pubblicata nel novembre 2023 da Incontri editrice.

Articoli simili