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MARE IN MONOCROMO: Mostra fotografica di GIUSEPPE ABBATTISTA

Inaugurazione sabato 3 ottobre 2026 ore 17:00

FOTOGRAFIA: presso Bottega del CONSORZIO CREATIVO  Via Carteria, 100-102, Modena GIUSEPPE ABBATTISTA inaugura la sua mostra fotografica:”MARE IN MONOCROMO”.

La mostra proseguirà fino al 11 ottobre 2026 con i seguenti orari:

Sabato 3 ottobre: 17:00 19:00 – domenica 4 ottobre: 10:00 -12:30
Sabato 10 ottobre: 17:00 19:00 – domenica 11 ottobre: 10:00 -12:30

Mare in monocromo indaga il paesaggio marino come territorio instabile, attraversato da processi di erosione, sedimentazione e trasformazione. Sottoposto all’azione incessante degli elementi e delle presenze che lo abitano, il paesaggio diventa luogo esemplare di una riflessione sulla memoria, sul tempo e sulle forme dell’abitare.

Il bianco e nero agisce come dispositivo di sottrazione e astrazione. Liberata dalla contingenza cromatica, l’immagine restituisce l’anatomia più profonda dei luoghi: superfici, tracce, stratificazioni. Il mare emerge così non soltanto come soggetto, ma come forza generatrice, capace di modellare la materia e ridefinire continuamente l’ambiente.

Anche le presenze umane si inscrivono in questo processo, all’interno di una tensione costante fra permanenza e transitorietà. Il paesaggio cessa di essere sfondo per farsi spazio relazionale, campo di interazione nel quale dimensione umana e dinamiche naturali si trasformano reciprocamente.

La serie compone così un atlante visivo del mutamento. Il paesaggio marino diventa un archivio in divenire, una superficie sulla quale natura e presenza umana continuano a scrivere, cancellare e riscrivere le proprie tracce.

Giuseppe Abbattista (Milano 1965), vive e lavora a Modena. La sua passione per la fotografia inizia negli anni Novanta, come autodidatta; successivamente ne approfondisce tecniche, tematiche e linguaggio. Con Mare in monocromo, la sua prima mostra fotografica, prosegue la ricerca poetica essenziale e introspettiva sviluppata nelle diverse sillogi pubblicate nel corso di oltre un decennio, esplorando la trasformazione della materia, del corpo, e della percezione del quotidiano. In questo percorso, l’immagine si configura come naturale estensione della parola.


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