IL CONSORZIO OLTRE LA GHIRLANDINA
RASSEGNA LETTERARIA DI PRIMAVERA 2015
a cura di Claudio Gavioli


Sabato 28 marzo 2015 
CARLO A. MARTIGLI presenta  LA CONGIURA DEI POTENTI - edizioni LONGANESI
Worms, 1521. Costretto dall’imperatore ad abiurare le sue tesi eretiche, Lutero si rifiuta e difende la propria critica radicale alla decadenza della Chiesa di Roma. Esposto alle minacce più diverse, Lutero – grazie ad abili sotterfugi orditi a sua insaputa – trova rifugio presso l’uomo più potente della Germania e, probabilmente, dell’intera Europa. L’uomo è il banchiere Jacob Fugger, il «re di danari», l’artefice della carriera di tutti i potenti d’Europa, dal papa allo stesso imperatore. E Fugger ha molte ragioni per far sì che Lutero sopravviva e, soprattutto, che esegua la sua volontà...
Ma a casa Fugger arriva anche un uomo dal passato tormentato e con un incarico segreto. L’uomo è Paolo de Mola e a ostacolare i suoi piani, e quelli del suo misterioso mandante, non saranno le rivolte contadine di Thomas Müntzer, né gli intrighi di potere. Sarà l’amore, quello proibito e clandestino per la bella e giovane moglie di Fugger, Sibylle... È il momento in cui la Chiesa da un lato e Lutero dall’altro devono scegliere tra il potere e il popolo. Sceglieranno entrambi il potere. È il momento in cui il potere assume la forma non delle armi né della fede, ma quella che dura ancor oggi: quella del denaro. È il momento in cui, per Paolo de Mola, diventare uomo significa combattere contro tentazioni e forze sconosciute.

CARLO A. MARTIGLI è toscano di nascita ma ligure di adozione. Il suo romanzo d’esordio, 999 L’ultimo custode, è stato un grande fenomeno del passaparola, superando in breve tempo le 130.000 copie vendute, solo in Italia. Con L’eretico, altro successo internazionale, conferma la sua presenza in sedici Paesi e quattro continenti. Il suo importante passato nel mondo dell’alta finanza gioca un ruolo fondamentale nell’ambientazione della Congiura dei potenti.

Sabato 18 aprile 2015
CARLO ZANDA presenta UNA MISTERIOSA DEVOZIONE - edizioni MARCOS Y MARCOS
Quando Jo-fi si raddrizza sulle zampe, Sigmund Freud capisce che la seduta è terminata; Konrad Lorenz insegna ai suoi cani il doveroso rispetto per le oche. Carlo, terranova di pelo scuro, è l’unico essere da cui Emily Dickinson si senta veramente capita; Dino Buzzati possiede e si sente posseduto da tre cani. Nei suoi lunghi anni al confino, Carlo Levi non è mai solo: il suo cane Barone lo ac- compagna anche dall’arciprete e dal podestà. Petote, il cane di Goffredo Parise,“se non ha l’anima poco ci manca”; Baldo, il cane- filosofo di Franco Marcoaldi, è fonte inesauribile di buonumore. Tra i tanti cani di Franca Valeri, Roro è quello che più ama la vita d’albergo; Giuseppe Tomasi di Lampedusa si sveglia la notte per consolare il suo Crab dai brutti sogni. Françoise Sagan approfitta di un’intervista televisiva per lanciare un pubblico appello, quando il suo inseparabile Youki scompare... Incontri, passioni, avventure: quarantacinque scrittori e i cani della loro vita. “Quello tra scrittori e cani è un legame che ha attraversato la storia della letteratura, benché i musi ispiratori siano spesso rimasti nell’ombra. L’idea di questo libro è pro- prio quella di mettere in luce una relazione che oltre a essere profonda è anche me- ravigliosamente misteriosa.”
Chicca Gagliardo 

CARLO ZANDA è nato a Cagliari, abita a Milano e Sarzana. Giornalista professionista, ha lavorato per i maggiori gruppi editoriali, alternando la scrittura a ruoli di direzione. A Milano ha fondato Areadog, la prima associazione di cittadini che nel quartiere Ticinese gestisce uno spazio comunale riservato ai cani. 
Con Marcos y Marcos ha pubblicato: Un bel posticino, La Spoon River di Hermann Hesse.

Venerdì 8 maggio 2015
PIPPO RUSSO presenta GOL DI RAPINA ­- edizioni CLICHY

A partire dagli anni Novanta il calcio ha subìto una mutazione genetica, da cui è uscito trasformato in termini sia culturali che economici. L’ex grande rito identitario di massa si è convertito in uno spettacolo di portata globale, caricato di significati diversi rispetto a quelli agonistici. Soprattutto, per molti attori esso è diventato uno straordinario business da colonizzare incontrando scarse resistenze. Sollecitato dalla pressione verso una modernizzazione vera o presunta, il calcio si è scoperto facilmente permeabile da soggetti e interessi man mano più opachi, ma tutti quanti accomunati da una caratteristica: l’ansia di fare del gioco una macchina da soldi, per poi distribuirli fuori dal calcio. Con l’inizio del XXI secolo il meccanismo è stato messo a punto, e dopo l’esplosione della grande crisi economica del 2007 – che ha colpito il calcio come ogni altro comparto economico – ha trovato condizioni favorevoli per diffondersi e legittimarsi. La situazione odierna parla di interi subcontinenti in cui il calcio è sotto il controllo di attori economico­finanziari esterni al calcio stesso: fondi d’investimento misteriosi con sede legale presso paradisi fiscali, oligarchi ansiosi di riciclare denari di dubbia provenienza, potentissimi agenti capaci di controllare eserciti di calciatori e allenatori impegnati presso i campionati d’ogni angolo del mondo. Una situazione che, nella migliore delle ipotesi, vede ampliare a dismisura la zona grigia fra legalità e illegalità. In questo volume si conduce una lunga e dettagliata inchiesta su personaggi, enti e circostanze la cui azione ha fatto sì che la globalizzazione del calcio avvenisse nel segno del malaffare. Un tema a proposito del quale in Italia vige una congiura del silenzio. Come se tutto ciò non riguardasse il calcio di questo paese. E invece la colonizzazione è già iniziata anche qui.

PIPPO RUSSO Pippo Russo (Agrigento, 1965) è un sociologo, saggista e giornalista italiano. Insegna sociologia all'Università degli Studi di Firenze. Scrive per l'Unità, il Messaggero, e per le edizioni fiorentina e palermitana di La Repubblica. In passato ha collaborato con il Manifesto (per il quale ha inventato la celebre rubrica Pallonate, in cui venivano messi alla berlina i vizi del giornalismo sportivo italiano), il Riformista, il Fatto Quotidiano, Pubblico e il Corriere della Sera. Ha esordito nella narrativa nel 2006, con il romanzo Il mio nome è Nedo Ludi. Il suo ultimo libro è L'importo della ferita e altre storie. Frasi veramente scritte dagli autori italiani contemporanei. Faletti, Moccia, Volo, Pupo e altri casi della narrativa di oggi. 


Sabato 16 maggio 2015
MARIA CRISTINA CABANI presenta AMORI - FRANCO CESATI editore
La storia della poesia d’amore è raccolta in una piccola antolo­gia di trenta componimenti firmati dai più grandi versatori della letteratura italiana: da Petrarca a Boiardo; da Dante a Pascoli; da Montale a Gozzano; da Angiolieri a Bertolucci. Fil rouge della raccolta, il desiderio, la passione, l’alienazione, l’angoscia della perdita, il senso del peccato, cioè i sentimenti amorosi che, con poche eccezioni, caratterizzano la poesia moderna occidentale. Poesia d’amore come poesia dell’inquietudine e della sofferenza, del dolore e della perdita, dunque, secondo la lezione di Petrarca. Pur dando conto di questa condizione dominante e senza perdere di vista i punti di riferimento canonici, i testi raccolti in que­sto cammeo di versi d’amore cercano di rendere un’idea della varietà della fenomenologia amorosa, del “vario stile”, direbbe Petrarca, del “regno d’Amore”.
Proprio per questo, accanto alle poesie dei padri (Dante ‘petro­so’, Petrarca cantore di Laura) sono stati scelti esempi di eros gioioso (Boiardo), di tormento amoroso (Noventa, Mogol), di trionfo della corporalità (Aretino e Valduga), di forme d’amore assai più compromesse con la quotidianità e con il registro comico-realistico (Rustico Filippi, Cecco Angiolieri, Niccolò Campani, Belli), del punto di vista femminile (Veronica Franco, Moderata Fonte). Il Novecento è rappresentato anche da testi eccezionali rispetto al canone, come quelli dei cantautori (Fabrizio De André, Vasco Rossi, Franco Califano) e dei parolieri (Mogol). La canzone, infatti, può essere considerata una delle forme attuali della lirica amorosa, dalla quale attinge in gran parte temi e topoi (dolore, abbandono, tradimento) stemperandoli nella melodia.

Martedì 16 giugno 2015
LORENZO MARONE presenta LA TENTAZIONE DI ESSERE FELICI - edizioni LONGANESI
Cesare Annunziata potrebbe essere definito senza troppi giri di parole un vecchio e cinico rompiscatole. Settantasette anni, vedovo da cinque e con due figli, Cesare è un uomo che ha deciso di fregarsene degli altri e dei molti sogni cui ha chiuso la porta in faccia. Con la vita intrattiene pochi bilanci, perlopiù improntati a una feroce ironia, forse per il timore che non tornino. Una vita che potrebbe scorrere così per la sua china, fino al suo prevedibile e universale esito, tra un bicchiere di vino con Marino, il vecchietto nevrotico del secondo piano, le poche chiacchiere scambiate malvolentieri con Eleonora, la gattara del condominio, e i guizzi di passione carnale con Rossana, la matura infermiera che arrotonda le entrate con attenzioni a pagamento per i vedovi del quartiere. Ma un giorno, nel condominio, arriva la giovane ed enigmatica Emma, sposata a un losco individuo che così poco le somiglia. Cesare capisce subito che in quella coppia c'è qualcosa che non va, e non vorrebbe certo impicciarsi, se non fosse per la muta richiesta d'aiuto negli occhi tristi di Emma... I segreti che Cesare scoprirà sulla sua vicina di casa, ma soprattutto su se stesso, sono la scintillante materia di questo romanzo, capace di disegnare un personaggio in cui convivono, con felice paradosso, il più feroce cinismo e la più profonda umanità.

LORENZO MARONE nasce a Napoli, dove tutt'ora vive con la moglie Flavia e un bassotto di nome Greta. Laureato in Giurisprudenza, esercita l'avvocatura per quasi dieci anni, mantenendo parallelamente un'intima attività di scrittore. Un giorno smette di fare l'avvocato, si trova un lavoro come impiegato in un'azienda provata e comincia a spedire i suoi racconti. Suoi sono i libri Daria (La gru, 2012), Novanta. Napoli in 90 storie vere ispirate alla Smorfia (Tullio Pironti, 2013) e La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015).
Di se stesso scrive: «Amo i cani e tutti gli animali, corro tre volte a settimana, ascolto musica in ogni momento del giorno, soprattutto di gruppi rock italiani semisconosciuti, leggo la sera a letto, in genere testi di autori contemporanei, ho difficoltà a lasciare un romanzo a metà, sono molto freddoloso, adoro il cinema e le persone curiose, mi fanno paura i ragni, e per prendere l’aereo mi devo imbottire di calmanti. Preferisco la birra al vino, il salato al dolce, il cioccolato fondente a quello al latte, e i cattivi rispetto ai finti buoni. Mi piacerebbe saper cucinare, ma sono una frana, come in ogni attività manuale. Però so farmi scrocchiare la schiena con un solo movimento».


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Con il patrocinio del Comune di Modena