da sabato 8 a martedì 1 novembre 2016


MARCO BOTTAZZI

PRESENTA

THE NEW YORKERS


mostra fotografica

Inaugurazione sabato 8 ottobre 2016 ore 17:20

Orari: sabato e domenica 10:00-12:00, 17:00-19:30 



"New York è una città così complessa che qualsiasi tentativo di definirla sarebbe riduttivo, e cambia così in fretta che qualunque discorso diventa subito vecchio. Anche quando la descrivo nei libri, parlo di una città lontana nel tempo e nello spazio. Ho bisogno di essere in esilio per pensare a lei."

Queste parole di Rick Moody, da un'intervista di Paolo Cognetti, mi hanno colpito fin da subito. Sono dovuti passare molti mesi prima che potessi affrontare una selezione delle fotografie dell'ultimo viaggio a New York, trovare quel  codice che ti permette di togliere gli scatti superflui (non inutili perché per arrivare alla foto 'giusta' ci devo arrivare per gradi, facendone diverse) e cercare di costruire una sequenza, una naturale sintesi di quello che è stato il tuo viaggio.

E' la terza volta che visito la città (la prima nel 2000 poi nel 2005 e questa nel 2015).

Questa volta per fotografare New York ho voluto tenere il mirino basso, puntato più sulla strada che non sulle cime dei grattacieli e dei palazzi e comunque quando alzavo il tiro, c'era un particolare, una sovrapposizione, una reminiscenza, dei complementi che mi riportavano a quanto succedeva di sotto. 
Più di ogni altra cosa ho infatti cercato i newyorkesi, per capire (da osservatore occasionale) cos'è cambiato in loro in questi anni, dopo l'11 settembre e diverse "disavventure" in medio oriente, il primo presidente di colore, una crisi economica mondiale, la "desertificazione" questa volta non delle campagne ma di città industriali e la natura che continua, nonostante tutto, a dire la sua con tifoni ed uragani.
Li ho trovati sempre lì, i new yorkers.
Loro con quell'incredibile e quasi unico modo che hanno di rapportarsi con la loro città ed i suoi cinque boroughs, cercando di difenderla e di preservarne una parte (come la High Line) anche di fronte al costante cambiamento che è nel suo DNA. 
Loro che cercano di ritagliarsi un angolo di relax in mezzo a palazzi e traffico.
Loro con la loro Metro, che se sali a Manhattan ed esci dall'isola, te ne accorgi perché vedi come cambiano le facce, i vestiti, le movenze ed i colori delle persone.

Alla fine di tutto, quello che ti rimane nel cuore, è un arrivederci e a presto.



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