JACK, BEWARE OF THE DOG!

iPhonografie da Cape Cod
di
Alessandro Orrea e Massimo Baraldi




All'ingresso di ogni mostra che si rispetti si leggono sul muro bianco almeno trenta righe d'introduzione, come una prefazione di un libro, che aiutano e/o condizionano l'interpretazione delle immagini. 

Allora anche noi scriviamo due righe:

"Jack, beware of the dog!" è il riassunto di pensieri, visioni, notti, panorami guardati attraverso il mirino di un piccolo telefono che ci ha accompagnati nel nostro viaggio.

E adesso immaginatevi tutto! 







JACK, BEWARE OF THE DOG!

Jack , fotografo professionista, ha un occhio rettangolare attraverso il quale guarda il mondo. È il destro, quello con cui sceglie l'immagine. 

Una sera pulita d'autunno fermò il suo pickup davanti ad una cancellata bianca: passando aveva visto col suo occhio destro un'immagine preziosa, da portare assolutamente con sé.
Scavalcò e zoppicando si avvicinò alla composizione, scattò due foto perfette. Dietro di lui Black, pastore tedesco stacanovista, non era d'accordo con l'intrusione e lo fece capire col ringhio dentato. 
A Jack, zoppo com'era, non rimaneva che indietreggiare cantilenando con la sua voce nel tentativo di ipnotizzare il grande Black.
Uscì così dal giardino portandosi via i 2 migliori scatti della sua vita.

Jack racconta e noi capiamo la morale: cerca lo scatto ideale a tutti i costi e, se necessario, scavalca la staccionata!