Silvia Guazzaloca

SILVIA GUAZZALOCA

Da bambina scopre la musica ascoltando Queen e Umberto Tozzi, curioso binomio di cui ancora non si comprende il senso.
In casa c’è un grande pianoforte verticale che non cattura subitamente la sua attenzione, ma per desiderio e frustrazione parentale diventerà pratica forzata per parecchi anni a venire.
Partecipa addirittura alla mini kermesse musical-bolognese nota ai più come lo “Zecchino d’Oro” correva l’anno 1986.
L’adolescenza è segnata dalla passione per i Pink Floyd, la musica inglese degli anni 60’-70’, e da una profonda ribellione verso lo studio accademico così decide che la voce, puro istinto, sarà il suo strumento.
Sono anni di musica suonata negli scantinati e qualche rara esibizione alle feste di paese.
Poi arriva il jazz e la voglia di “fare sul serio”, di fare in modo che la musica diventi un lavoro vero e non più solo passione. 
C’è il conservatorio, la radio, tanti festival e concerti in giro per l’Italia e l’Europa fino alla svolta, quando comprende che la musica non trasmette soltanto bellezza ma può essere un canale importante per costruire delle relazioni, anche terapeutiche.
Attualmente sta concludendo la formazione in musicoterapia presso MusicSpace Italy a Bologna, insegna canto moderno e utilizzo creativo della vocalità. Tiene laboratori di musica nelle scuole.
“Sono avida di voci, che siano leggere o pesanti, scure o chiare, le amo per la loro straordinaria capacità di farsi corpo”