BEPI CAMPANA

Bepi Campana ha appena compiuto settant'anni, anche se a volte ne dimostra cinque. E in effetti è a quell'età che ha vinto un premio di pittura alla fine della prima elementare (una scatola di acquarelli, guarda un po'...). Appagato dal successo, dopo un po' è passato ad altre attività, facendosi via via musicante, filosofo, insegnante di varia umanità e buona educazione nelle scuole superiori di Modena e dintorni, operatore culturale presso la Fondazione San Carlo, presidente del sistema bibliotecario provinciale: dato che via via con i libri qualche dimestichezza aveva finito per farsela. In età matura (ma la maturità non è esattamente la sua qualità più spiccata) si è cimentato con la politica attiva finendo per litigarsi più con i suoi compari che con i nemici ufficiali, e sublimando poi questa sua traumatica esperienza in un romanzo, “JK, memorie di un consigliere”. Per sua fortuna e conforto aveva già ripreso da tempo l'antica attività grafico-pittorica, concentrandosi sulla pittura ad acqua, così congeniale al suo temperamento liquido. Ne è uscita una quindicina di mostre, largamente imperniate su paesaggi locali, spesso apparentemente umili e marginali: nella convinzione che in realtà la bellezza sa rivelarsi dappertutto in qualunque momento e sotto molte forme, e sta solo a noi riuscire ad acchiapparla.